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Festival della complessità 2026

15 giugno 2026

Festival della complessità 2026

Quale futuro?
Il mondo in cui viviamo sta profondamente cambiando e questo movimento storico produce nuovi fenomeni che ne modificano profondamente la struttura. Abiteremo un mondo nuovo, diverso da quello che abbiamo vissuto e con esso dovremo trovare il giusto adattamento. Si pongono nuove questioni sociali, politiche, geopolitiche, economiche, tecnologiche, ambientali e climatiche e i nostri schemi di comprensione dovrebbero anche loro trovare un miglior modo di leggerli, interpretarli, progettare nuove forme teoriche e pratiche con cui affrontarli. Le nostre forme di pensiero moderne provengono dai secoli precedenti e non sempre si mostrano adeguate alle potenti trasformazioni in atto. La cultura sistemico-complessa può aiutare a superare le nostre tendenze a semplificare oltre il possibile, a meglio tener conto della intrinseca relazionalità di tutte le cose, a condividere schemi di causalità non lineare, a considerare l’influenza dei contesti, a superare -ove necessario- la frammentazione ultraspecialistica in favore di visioni più complesse ovvero dove le parti sono tra loro intrecciate assieme.

Francesca Violi intervista Diego Frigoli - medico, psichiatra, psicoterapeuta, direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia ANEB e autore di numerose opere, ad esempio ricordiamo "Dal segno al simbolo" realizzato con Ervin Laszlo candidato due volte Nobel per la pace e Biava candidato Nobel per la medicina. Diego Frigoli, nello studio e nella cura dell’uomo malato, è riuscito ad andare oltre la semplice integrazione tra biologia e psicologia, arrivando a sviluppare e a codificare il metodo ecobiopsicologico.