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Ervin Laszlo. Una vita alla ricerca del senso della vita

05 Luglio 2026

Ervin Laszlo. Una vita alla ricerca del senso della vita

Ervin Laszlo. Una vita alla ricerca del senso della vita

In onore di Ervin Laszlo (Budapest, 12 giugno 1932 – Cecina, 29 giugno 2026) ci stringiamo in un abbraccio collettivo e con immensa Gratitudine lo ricordiamo per aver ispirato innumerevoli persone in tutto il mondo con la sua illuminante Visione e Consapevolezza della Vita nel Cosmo.

«Il viaggio della mia vita è la storia del perseguimento di una ricerca semplice da spiegare ma complessa da realizzare. Non è altro che la ricerca dello scopo della mia vita. Parlo della "mia vita" senza essere egocentrico e cieco rispetto alle altre vite perché sono convinto che lo scopo che sta alla base della mia vita è quello che sta alla base di tutta la vita sul nostro pianeta e ovunque si evolva nell'universo» con queste parole Ervin Laszlo dichiara l’impegno di tutta una vita che può essere descritta attraverso imprevedibili metamorfosi. Un “viaggio” caratterizzato da tre fasi distinte, tre diverse esistenze, punti di svolta che egli definisce vere e proprie reincarnazioni: “incarnazione in musicista”, “reincarnazione in accademico” e “re-reincarnazione in attivista” connesse dal fil rouge della ricerca dello scopo della vita. E, nel suo avvicinarsi ai novant’anni, egli disse «sento che sta per verificarsi una ulteriore espansione della mia identità. Potrebbe essere un’identità grazie a cui mi ritroverò a dedicare pienamente e consapevolmente il mio tempo a sostenere la evoluzione della vita umana nel mondo. Ma non sto cercando di forzare la mano: è una espansione che dovrà avvenire indipendentemente da me, ho solo bisogno di rimanere aperto alla possibilità di abbracciarla. La vita, d’altronde, è un’avventura creativa in atto, uno sviluppo del processo cosmico che chiamiamo evoluzione».
Laszlo, ha studiato come il percorso di ogni essere umano non sia un incidente privo di senso, ma l’espressione di un impulso universale insito nella natura: l’impulso verso l’evoluzione di sistemi complessi e coerenti. Nel mondo interdipendente in cui viviamo, tale scoperta conferisce all’esistenza di ognuno di noi il valore sacro di ciò che facciamo della nostra vita, “sacro” non nel senso religioso del termine, quanto piuttosto come missione importante e non negoziabile che dobbiamo portare a termine. Non si tratta, dunque, di un progetto personale circoscritto a poche o eccezionali persone, ma un progetto a cui tutti noi siamo “chiamati”!

L’Istituto ANEB, grazie alla guida illuminata del nostro direttore Diego Frigoli, ha aperto un dialogo con il prof. Ervin Laszlo che nel corso degli anni è fiorito nella redazione del “Manifesto del Nuovo Paradigma in Medicina” presentato alla comunità scientifica nel convegno internazionale tenutosi a Stresa il 2 maggio 2013 e pubblicato nel libro “Dal segno al simbolo” ad opera di Diego Frigoli, Pier Mario Biava e Ervin Laszlo. In questo testo vengono formulati i principi che legano in un modo coerente l’informazione, causa ordinatrice dell’universo, con l’organizzazione della materia vivente, sino all’uomo e alla sua dimensione psicologica e culturale. Dal recupero di questa complessità deriva una nuova prospettiva della salute e della malattia, che grazie all’informazione e al simbolo, può diventare ispiratrice di un nuovo modo di cura veramente “umanizzata”, rispettosa tanto dei principi costruttivi dello psicosoma umano quanto della rete di relazioni a cui esso appartiene.

Lasciando ai nostri Lettori la possibilità di spaziare fra le molteplici opere del prof. Laszlo, ci stringiamo attorno a lui leggendo la sua poesia “L’universo: uno stagno sussurrante” (1996) sulle note da lui suonate al pianoforte di un brano di Fryderyk Chopin. Suonare la grande musica è stata per Laszlo una esperienza di integrità e bellezza, una esperienza che è nata da sola, non è stata da lui cercata o provocata con consapevolezza e la prima volta che ha vissuto questa esperienza è stato quando ha suonato la musica dei compositori romantici, come ad esempio Chopin. Suonare in pubblico esasperava questa esperienza, ma suonare da solo gli dava la libertà di non dover fare nulla “per” nessuno o “a” nessuno, suonava solo per il puro piacere di farlo. In questo brano, Laszlo suona il Notturno Op. 27 n. 2 in Re bemolle maggiore di Fryderyk Chopin che rappresenta quiete e serenità assolute. Questo brano – definito un capolavoro di equilibrio e bellezza romantica – è l'antitesi luminosa e sognante del primo notturno (in Do diesis minore), caratterizzato da un'atmosfera tormentata. I morbidi arpeggi nella mano sinistra sostengono una melodia principale che si sviluppa con delicatezza infinita e rappresentano un'ideale oasi di pace e contemplazione.

L’universo: uno stagno sussurrante

Vieni,
naviga con me su uno stagno tranquillo.
Le rive sono velate,
la superficie è liscia.
Siamo vascelli sullo stagno,
e siamo un tutt’uno con lo stagno.

Una piacevole scia si estende dietro di noi,
in viaggio attraverso le acque nebbiose.
Le sue onde sottili registrano il nostro passaggio.
La tua scia e la mia si fondono e diventano una cosa sola,
il disegno che formano rispecchia il tuo movimento e il mio.

Altre navi, che siamo sempre noi,
navigano lo stagno che siamo sempre noi;
le loro scie si fondono e diventano tutt’uno con la nostra.
Lo stagno si anima di increspatura su increspatura, onda su onda.
Sono la memoria della nostra esistenza, la testimonianza del nostro essere.

Le acque increspate sussurrano da te a me e da me a te,
e da entrambi noi a tutti coloro che navigano nello stagno:
La nostra separazione è un’illusione;
siamo parti integranti dello stagno;
insieme siamo un tutto in evoluzione dotato di memoria.
La nostra realtà è più grande di me e te,
e di tutti i vascelli che solcano le acque,
e di tutte le acque su cui navigano.

Buon Viaggio, caro Ervin Laszlo!

Istituto ANEB

https://www.youtube.com/watch?v=Pz_3pOR5Ih0

Ervin Laszlo – ungherese, è un filosofo della scienza, teorico dei sistemi, teorico integrale (e originariamente anche pianista da concerto). Ha pubblicato più di 100 libri, tradotti in 24 lingue, e oltre 400 articoli. Sostenitore della teoria della coscienza quantistica, ha un dottorato di ricerca alla Sorbona e ha ricevuto quattro dottorati ad honorem. È fondatore e direttore del Laszlo Institute of New Paradigm Research e del Club di Budapest. Tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti, ricordiamo il premio Goi per la pace nel 2001 e il premio Lussemburgo per la pace nel 2017. Per due volte è stato candidato al premio Nobel per la pace (2004 e 2005).