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Asolo Milanese

11 giugno 2026

Asolo Milanese

Non so quante altre volte ci siamo sentiti così… filo sottile di un variopinto tessuto, punto di un ricamo più ampio, timida presenza in un coro di voci, delicata emozione che sorge in un più vasto cuore. Magari è solo un attimo, ma quell’attimo, tenuto dentro con tenacia e perseveranza, si farà seme, e poi fiore e poi, un giorno, frutto.

Questo Asolo, insolito e conosciuto, milanese nel corpo, asolano nell’anima, mi ha ricordato quelle stanze estive fresche e briose dalla cui finestra aperta si scorge un grande paesaggio verdeggiante che ispira inusitata quiete e bellezza.

Come raccolte attorno un centro fisico e virtuale, le persone presenti, sono divenute il luogo caldo attorno a cui le relazioni hanno preso corpo.

I contenuti hanno spaziato in direzioni molteplici[1], operando secondo il principio dell’oscillazione costante tra corpo, anima e spirito. Una freccia scoccata oltre i territori del conosciuto e del finito tornava poi al cuore grazie alla eco profonda e accurata suscitata dai casi clinici.

Così, nella relazione di Diego Frigoli, un frammento di infinito, scoperto nel numero irrazionale (radice di due) torna alla psiche sotto forma di presenza vivente e potenziale, lo zigote, e quello stesso infinito, reso armonico dalla proporzione (phi), torna come architettura della crescita e dello sviluppo dell’embrione; e di nuovo il mistero dell’irrazionale del pi greco (il passaggio dal raggio al cerchio, dal raggio di sole, al sole) si fa esperienza dei ritmi biologici che assicurano la vita: un infinto intessuto nel corpo del finito.

In questo alveo teorico, accogliente e accurato, possono così essere contenute le tempestosità del cuore vissute dai pazienti, le loro ferite antiche, rese progressivamente più pensabili e umane grazie alla sensibilità di ogni terapeuta che si fa ponte tra l’indicibile inscritto nello psicosoma e l’unicità di un destino in cerca della sua bellezza. Mara Breno ci conduce così in un toccante caso clinico nel quale la psiche della terapeuta si rende disponibile a cogliere le sfumature del dolore della paziente assieme alla luce che vibra, e si punteggia, al di sotto.

Giunge il momento di rifocillarsi di buon cibo, chiacchiere e abbracci, mentre tra le mani di noi partecipanti iniziano a circolare due nuove pubblicazioni dell’Aneb, un canto corale dei casi clinici nati dalle supervisioni di gruppo e un libro d’arte curato da Elisabetta Coralli, dal sapore e dall’impronta ecobiopsicologica.

Con Naike Michelon, facciamo un nuovo tuffo nel mondo delle forme attraverso gli scritti di Pavel Florensky: la parola diventa tramite tra la vita dello spirito e la materia del mondo, e nella clinica si fa parola potenzialmente trasformatrice. Segue il racconto ricco e profondo di Sonia Colombo nel quale la relazione terapeutica ha cercato di farsi grembo, caldo e consonante, per permettere ai silenzi dell’anima di farsi voce personale. È poi la volta di un’apertura ecobiopsicologica sul mito di Edipo, proposta da Costanza Ratti, che traccia un primo sentiero su un passaggio della coscienza verso un pensiero circolare. Arriviamo infine con Sara Carretta al caleidoscopio di immagini vibranti che cantano la realtà e custodiscono il silenzio.

Un pizzico di stanchezza è naturale, ma il solletico affettuoso delle tante aperture è palpabile. Caro gruppo, cara realtà corale, resta come memoria per il tempo a venire.

Il buongiorno del secondo giorno è all’insegna dei sogni, descritti e raccontati in un gruppo tenuto da Alda Marini e disposto a forma di spirale che diviene matrice per sperimentare le emozioni vissute e condivise.

Arriva ora il momento dell’ecobiopsicologia dell’anima di Giorgio Cavallari, preceduta da un’immagine di fonte sorgiva, acqua che sgorga vivace dalle rocce, impressa sulla nostra cartelletta. Così l’anima riprende vita nella reciproca sorpresa che nasce nella relazione terapeutica, nel “tra noi” della reciprocità, mentre l’animus, come volontà e intenzionalità offre una direzione che muove sempre tra anima e corpo incarnato.

Segue il momento in cui il social dreaming della mattina è spiegato da Alda Marini all’interno del modello teorico di riferimento che implica la creazione di un luogo fisico e immaginale a forma di spirale in cui cresce e si sviluppa qualcosa che riguarda il singolo partecipante nella sua relazione con gli altri: il respiro dell’anima.

È ora il momento di penetrare con delicatezza e profondità nel guscio autistico, e nelle sue stereotipie, estreme difese dal panico del vuoto, attraverso l’esperienza di Magda di Renzo. Mentre la terapeuta sonda con cura nel suo controtransfert gli abissi del non avere percezione di sé, sorge anche la consapevolezza di una forza che difende strenuamente un’opportunità di esistenza. Ed è infine con il contatto energico della terapeuta sulle gambe della piccola paziente che “l’anima rintanata e richiusa fa capolino” e si affaccia alla relazione e all’abbraccio.

Siamo alle battute conclusive. Un caso clinico descritto con accuratezza ecobiopsicologica da Valentina Rossato ci porta nei tumulti di un’anima che, grazie alla relazione con la terapeuta che via via ripopola di senso i vissuti della paziente, si apre alla generatività.

Infine, siamo sollecitati in un viaggio danzante di stimoli artistici, clinici e musicali proposti da Cecilia Tarsia che, percorso a ritroso, ci porta dalle teorie matematiche sull’origine, all’origine dell’amore che emerge nell’immagine del seno/mela, nutriente ed evocativo per il corpo e per l’anima…

 

Lasciamo che le impressioni delle due giornate si sedimentino a imprimano le tracce al prossimo futuro…

Grazie Asolo milanese!

 

PROGRAMMA

Sabato 6 giugno

ore 9.00 accoglienza
9.15 – 11.30  Diego Frigoli - La sfera e l’archetipo: geometria della coscienza e percorsi clinici   nell’ecobiopsicologia
11.30 – 11.45 pausa caffè
11.45 – 12.45 Mara Breno - Dal sacrificio alla soglia del Sé. Una lettura del caso clinico tra sogno, archetipi e campo relazionale
12.45 -13.00   Dibattito
13.00-14.30    pausa pranzo
14.30 – 15.30 Naike Michelon - Le parole magiche celate nel sintomo. L’Ecobiopsicologia dialoga con Pavel Florenskij nella scoperta della Parola che nasce e trasforma
15.30 – 16.30 Sonia Colombo Le urla del corpo e i silenzi dell’anima: la storia di Lucilla e il dialogo con l’implicito
16.30 – 16.45 pausa caffè
16.45 – 17.45 Costanza  Ratti - Il mito di Edipo: per un'apertura ecobiopsicologica
17.45 – 18.45 Sara Carretta - Dalla sonorità della parola all’evocazione delle vibrazioni dell’anima: il silenzio e le infinite immagini che lo custodiscono

19.30 cena su prenotazione

***

Domenica 7 giugno

9.30 –10.30  Giorgio Cavallari - Ecobiopsicologia dell’anima
10.30 – 11.30 Alda Marini – Dal Social Dreaming all’immaginazione attiva: l’Imaginal Dreaming Matrix
11.30 – 11.45 pausa caffè
11.45 – 13.00 Magda Di Renzo Trovare l’anima per risvegliare il corpo. Il corpo rinchiuso nel guscio autistico
13.00-14.30 pausa pranzo
14.30 – 15.30 Valentina Rossato – L’unica sopravvissuta di tre: La psicoterapia ecobiopsicologica come costruzione di una rete di relazioni tra i diversi livelli informativi del soggetto
15.30 – 16.30 Cecilia Tarsia – Ecobiopsicologia: una scuola di amorosa tessitura

 

Libri presentati

Il campo ecobiopsiologico del Sé, a cura di Bombaci E., Colombo S., Fereoli P., Michelon N., Rossato V., con la prefazione di Giorgio Cavallari e l’introduzione di Diego Frigoli, Torrazza Piemonte, 2026.

Elisabetta Coralli, Ad Atto. Riflessioni ecobiopsicologiche sulle opere di Chicco Margaroli e Andrea Carlotto, Testolin Editore, 2026.

 

 

 

 

 

 

[1] Questo breve scritto è frutto delle impressioni suggerite alla mente e al cuore dell’autrice e non ha pretesa di esaustività. Per i contenuti specifici discussi durante il seminario si rimanda alle slide dei relatori.