La ferita, la letizia
Faccia a faccia con San Francesco, poeta di Dio e del mondo
Davide Rondoni
a cura di Dr.ssa Lucia Carluccio*
Non basta una “breve biografia di San Francesco” per parlare del poeta di Dio e del mondo. E difatti Davide Rondoni, la breve biografia, la offre, sì, ma solo inizialmente, come iniziale e necessario assaggio di ciò che verrà. Comincia nel 1181, data della nascita di San Francesco, per terminare il 25 maggio 1230, quando avviene la traslazione del corpo del santo da San Giorgio alla basilica a lui intitolata ad Assisi.
E dopo il dettagliato profilo biografico, inizia il dialogo. Un dialogo immaginato, ma vero, autentico, intimo, in cui due poeti, pur separati da molti secoli, si ritrovano faccia a faccia.
Il tempo li divide, ma un quesito li avvicina: è abitato da un senso, il mondo, o è solo rumore? Se lo chiede Davide Rondoni, poeta e scrittore, considerato una delle voci più autorevoli e innovative della poesia contemporanea avendo saputo coniugare tradizione e sperimentazione esplorando i temi più profondi dell’esperienza umana e della spiritualità.
Pubblica questo libro – edito da Fazi Editore nel 2025 – in occasione degli ottocento anni dalla morte del Poverello. Davide Rondoni sceglie la forma dialogica per consegnarci un ritratto autentico di San Francesco considerandola una scelta filosoficamente necessaria. È in questo modo che Francesco non viene spiegato, ma interpellato, scrutato, interrogato.
Viene dunque donata al lettore la sua natura più autentica. San Francesco, prima di essere un santo, era “figlio di una donna francese che gli sussurrava i versi dei poeti d’oltralpe, delusione di un padre, simbolo delle aspettative mancate dei genitori d’ogni tempo”, era uomo non addomesticabile, “uomo capovolto”, capace di una radicalità che può anche disturbare. Da “santo da cartolina”, San Francesco diviene, grazie a questo dialogo, una figura portatrice di un’umanità concreta, fatta anche di conflitti, primo fra tutti quello con il padre, mercante ambizioso che non riusciva a comprendere la natura poetica e sognante del figlio.
“La ferita, la letizia” sottrae Francesco alle sue infinite riduzioni (la figura del Poverello è una delle più abusate della cultura occidentale) accostando la sua esperienza mistica a certi poeti della Beat Generation come Gregory Corso. Francesco, infatti, fa parte di coloro che non sanno difendersi dall’intensità delle cose, ma lui sa trasforma questa vulnerabilità in forza.
Ci si pone di fronte allo stesso paradosso del titolo del libro: “La ferita, la letizia”. È un ossimoro che Davide Rondoni, abilmente, scioglie: la ferita è letizia o almeno ne è la porta. Il punto in cui il reale entra nella carne aprendola. La soglia luminosa che Francesco ha vissuto in tutta la sua vita. La letizia francescana non è ottimismo, né allegria. È la capacità di stare nel dolore senza esserne distrutto, lì dove il dolore non si evita, ma diviene luogo di rivelazione. Accentando di essere feriti, accettiamo l’autentica conoscenza.
Il dialogo immaginato che struttura il libro riesce a portare nel presente ciò che altrimenti rischierebbe di restare astratto. La scelta di rendere visibile il mistero dell’Incarnazione la troviamo anche nell’atto performativo e poetico che riguarda l’allestimento del primo presepe a Greccio.
Il libro è breve – 141 pagine – ma ciò non è un limite, bensì una virtù. Contiene frasi che pensano, con una tensione interna che smuove chi legge. Esistono, tra le pagine, parti in cui la prosa si fa preghiera, altri dove il ritmo diventa interrogativo e secco come fosse un dialogo socratico. Ci sono poi pause, silenzi, che impongono di fermarsi.
Fondamentale è la visione del cosmo da parte di San Francesco d’Assisi come luogo abitato dalla gloria di Dio. È così che fratello sole, sorella luna, fratello vento non sono personificazioni romantiche, ma riconoscimenti. Il poeta di Dio e del mondo si differenzia da un ambientalista contemporaneo perche quest’ultimo si preoccupa per la sopravvivenza del poeta, Francesco invece amava la Natura vivendo il cosmo come luogo abitato dalla gloria di Dio.
Il concetto di “ferita come porta” risuona sicuramente con l’Ecobiopsicologia di Diego Frigoli per cui il corpo è interfaccia vivente tra uomo e cosmo. La ferita francescana in chiave frigoliana può essere il punto in cui la membrana tra Sé e Mondo si assottiglia fino a lasciar passare la forma in cui la natura parla all’inconscio. All’ambiente viene restituito lo statuto di soggetto. Quando Francesco chiama il sole “fratello”, può mostrare un’appartenenza originaria al creato che in Frigoli diventa filogenesi, storia evolutiva condivisa.
La ferita, la letizia è in definitiva un libro indispensabile perché risponde a una domanda vera. Davide Rondoni ci mostra come profondità e scrittura spirituale, anche oggi, possono stare insieme. “Ecco cosa aiuta il mondo a fiorire”.
Sinossi. Figlio di una donna francese che gli sussurrava i versi dei poeti d’oltralpe, delusione di un padre, simbolo delle aspettative mancate dei genitori d’ogni tempo, animo impetuoso, folle, estremo: questo era Francesco. Immaginando un intimo dialogo con San Francesco d’Assisi, Davide Rondoni ci racconta l’uomo dietro al santo, “un uomo capovolto, ben più di un rivoltoso”, mai incline ai compromessi, umile e tormentato eppure ricolmo di una letizia e una fede incrollabili che lo hanno condotto al cospetto di un papa e persino di un sultano. Poeta visionario, la cui esperienza mistica è stata celebrata da molti intellettuali – da Dante che ne ricorda le vicende nella Divina Commedia, a Gregory Corso, una “di quelle teste folgorate” della Beat Generation -, e anche sceneggiatore teatrale, con l’allestimento del primo presepe a Greccio. Autore del Cantico delle creature, considerato il primo documento di letteratura in italiano volgare, da cui emerge una voce dalla forza travolgente che per la prima volta attraverso l’esperienza poetica canta l’unità del cosmo e l’amore per la Natura e per le sue creature, si fa precursore del concetto di ecologia integrale, comparso anche nell’enciclica del pontefice che ha preso il suo nome, Francesco.
*Dr.ssa Lucia Carluccio - Laureata in lettere moderne con Laurea Specialistica in Linguistica è docente di Lettere e autrice di varie pubblicazioni, fra le quali si ricorda la raccolta di poesie “Nitida dallo spessore del cielo” Bertoni Editore e il saggio narrativo “La figlia immaginata” edito da Nulladie.





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