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Il piacere

Il piacere – Un approccio creativo alla vita
di Alexander Lowen
a cura di Rossella Cerioli*

«In un certo senso, ogni terapia che ha successo si conclude con un fallimento. Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti. Sa, tuttavia, che la sua crescita non è terminata e che il processo creativo iniziato in terapia adesso è sotto la sua personale responsabilità. Non termina la terapia camminando su una nuvoletta. Chi lo fa è destinato alla ricaduta. Chi invece rimane con i piedi per terra, ha imparato ad apprezzare la realtà ed ha sviluppato un atteggiamento creativo verso i problemi che incontrerà. Ha sperimentato la gioia, ma anche il dolore. Se ne va con un senso di auto-realizzazione che comprende il rispetto per la saggezza del suo corpo. Ha riguadagnato il suo potenziale creativo» (p. 220). A. Lowen

In questo testo Lowen intreccia concetti che riguardano il corpo, la mente, la relazione dell’uomo con il suo ambiente; la sua proposta introduce il piacere come elemento fondante per lo sviluppo della vita, forza appartenente al corpo ed ai suoi ritmi armonici, capace di determinare i comportamenti della persona sana, al di là dei pre-giudizi e dell’immagine personale che ciascuno di noi vorrebbe portare al mondo. «Sebbene la promessa del piacere sia la tentazione del diavolo, il dare piacere non è in potere di quest’ultimo», come a dire che «il diavolo si trova in ciascuno di noi sotto forma di un Io che promette l’esaudimento del desiderio a condizione di farci schiavi» della sua volontà di dominio, mentre deve essere il servo «leale ed obbediente» del corpo, dal cui piacere scaturiscono «i buoni pensieri e i buoni sentimenti» (p. 8). Quindi il piacere del corpo è per Lowen la vera forza in grado di opporsi al desiderio di potere dell’Io. La ricerca del piacere è per Lowen un viaggio nella conoscenza di Sé, che passa anche attraverso una rivisitazione della propria storia famigliare e personale, per poter sbloccare le emozioni rimaste congelate e consentire così alle tensioni corporee di essere rilasciate e al respiro di acquistare un ritmo ed un’ampiezza adeguati. Un corpo libero da tensioni è un corpo fluido ed armonico, vibrante secondo i suoi propri ritmi naturali, i cui movimenti sono aggraziati, come quelli di un animale o di un bambino piccolo. Quando questo accade ci muoviamo nel mondo con la possibilità di essere consapevoli di quello che percepiamo e delle risposte che agiamo.
Ma attenzione, la proposta di Lowen non è quella di un piacere dionisiaco, che condurrebbe ancora ad un distacco dalla realtà; egli propone piuttosto un equilibrio, non alternato, di perseguimento di un risultato e piacere, come una delle molte sfaccettature del dualismo della natura umana io-corpo. L’integrazione delle polarità è per Lowen uno degli aspetti fondanti della personalità sana, che ha tra i suoi compiti quello di dare luogo ad una sintesi creativa di questa tensione innata nell’uomo. Se non ci riesce «le forze polari della personalità non sono più in collegamento e diventano funzioni indipendenti. Questa è la causa della condizione schizofrenica» (p. 211).
Un’altra polarità importante, in ottica ecobiopsicologica, è la dualità cultura-natura. Lowen sottolinea che «l’anima di un uomo è ciò che lo unisce al passato e lo mette in relazione con tutti gli esseri viventi. È la base della sua identificazione con i fenomeni cosmici e la fonte del sentimento oceanico di unità con il cosmo […] la verità, la bellezza e la grazia definiscono il rapporto tra l’organismo e il suo ambiente. Esprimono di fatto che tale rapporto è armonioso, produce piacere ed è orientato verso il godimento della vita […]. L’anima di un uomo è nel suo corpo. Grazie al corpo una persona fa parte della vita e della natura. Durante la crescita e l’organizzazione, il corpo attraversa tutti gli stadi dell’evoluzione» (pp. 100-101). La cultura, come elemento dell’io, è indispensabile al fine di consentire all’uomo naturale di integrarsi nel proprio ambiente e nel proprio tempo; se ci rifacciamo ad esempio all’aspetto della conoscenza «l’apprendimento non è una semplice acquisizione di informazioni. La persona colta sa come applicare queste informazioni alla vita e, in special modo, alla sua vita. Le ha confrontate con le sue sensazioni e le ha integrate con la sua esperienza. Hanno un secondo significato che è la vera natura della conoscenza» (p. 138). Lowen sottolinea, lungo tutto lo svilupparsi del testo, l’importanza degli stili educativi e delle competenze e libertà riconosciute a bambini e adolescenti: «Il ‘no’ del bambino può essere represso, ma non eliminato. Continua ad esistere nell’inconscio e si struttura nelle tensioni muscolari croniche, soprattutto nelle zone del collo e della testa» (p. 136) e ancora «Allevare un bambino facendo uso del piacere piuttosto che della vergogna è un approccio creativo al problema di insegnargli i modi civili. In questo tipo di approccio non vengono impartite né ricompense né punizioni. Se nell’ambito famigliare un modello di comportamento conduce al piacere, un bambino lo adotta spontaneamente. Se vede che la maniera di agire dei genitori rende la vita più piacevole, li imita con naturalezza. Inoltre, impara le regole dei rapporti sociali, solo quando scopre che gli facilitano le relazioni interpersonali» (p. 173).
Un libro ottimista, equilibrato, ricco di spunti per integrare il corpo a pieno titolo nella terapia psicanalitica, propone all’inizio alcuni esercizi di base da fare a casa o in studio per facilitare la ri-conquista del proprio spazio corporeo.

Alexander Lowen (23 dicembre 1910 – 28 ottobre 2008) medico e psicanalista è stato direttore dell'Institute for Bioenergetic Analysis di New York. Paziente ed allievo di Reich, coniò il termine di "bioenergia".

Sinossi
Questo straordinario libro di Lowen ci regala la promessa di una vita più creativa attraverso il piacere, che è qui visto come un’esperienza del corpo, da cui deriva anche il piacere mentale; Lowen ci accompagna verso la conoscenza dei meccanismi biologici del piacere, ne approfondisce gli aspetti culturali e affonda le radici del suo ragionamento nella teoria dello sviluppo dei bambini, accennando ad ansia, rabbia, vergogna come aspetti critici per la crescita, con importanti ricadute nella strutturazione corporea oltre che psichica. Ciascuno di noi ha un corpo differente, quindi una diversa esperienza del mondo, e compito della terapia è proprio accompagnare la persona nel riconoscere ciò che le impedisce di provare piacere, rilasciare le tensioni croniche accumulate per riscoprire il proprio potenziale creativo e, con esso, il proprio modo di rispondere alle richieste della vita. Con esempi clinici e esempi di vita personali, l’autore esemplifica e sostiene in modo accurato il punto di vista da lui proposto di un modello che integra corpo e mente, come unitaria espressione di sé.

Testo
“Il piacere – un approccio creativo alla vita” di Alexander Lowen, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini, Roma 1984.

Rossella Cerioli Ingegnere ambientale, TNPEE, Psicologa clinica. Specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Istituto ANEB. Lavora con bambini e ragazzi in ambito educativo e riabilitativo.