Il labirinto
di Alberto Cesare Ambesi
a cura di Rossella Cerioli*
«…per quanto concerne la biografia delle singole stelle è facile rilevare che la parabola che ne abbraccia origine, vita e morte è dominata dal disegno del labirinto, dipendendo da diverse fasi di crescita e di decrescita della massa che si è generata nell’iniziale passaggio da nebulosa a protostella oscura. Per questo motivo si può dire che ogni astro abbia un destino unico, inimitabile, così come è dato ad ogni uomo di percorrere un solo labirinto – e solo quello - nella propria ricerca» .
Alberto Cesare Ambesi
Entrare in contatto con questo libro, per la prima volta nel 2011, è stato come essere catapultata in un labirinto iniziatico, senza avere le chiavi per poterlo decifrare. Il viaggio è pieno di abbondanti ramificazioni “cariche di fronde e frutti” e improvvise irradiazioni, eventi che si manifestano in questa realtà ogniqualvolta «le forze vitali siano riuscite a fabbricare o a plasmare organismi dotati di simmetrie» (p. 75).
Tali frutti e simmetrie si concretizzano, nel libro, come suggestioni, conoscenze condivise nelle diverse arti (Ambesi crea parallelismi tra architetture, fisica, musica, storia delle religioni e dei miti, letteratura e molto altro), accenni ad esperienze, miti e conoscenze provenienti da culture lontane nel tempo e nello spazio, tutte intessute in uno stesso disegno che l’autore ci accompagna a disvelare. La bellezza, di questo labirinto, è che non porta mai a vicoli ciechi, e la sua complessità risiede nella necessità di utilizzare contemporaneamente gli aspetti razionali e quelli intuitivi della nostra natura.
Sempre, quando sto per perdermi, per rinunciare, chiudere e depositare queste pagine da qualche parte trovo un appiglio, un richiamo accessibile e curioso, come un piccolo foro della serratura da cui mi è possibile intravvedere qualcosa. E da quel geniale spiraglio, proseguo nella lettura. È in queste pagine che ho trovato, tra le altre, una citazione che è rimasta nel mio cuore «Bussa a te stesso come a una porta e procedi su te stesso come su una strada diritta, poiché se cammini sulla strada rettilinea sarà impossibile che Tu ne sia sviato. […] Apri la porta da te stesso, affinché Tu possa apprendere. […] Ciò che aprirai per te stesso, resterà per sempre aperto» testo tratto da una versione copta del 330-340 da un perduto testo originale, in greco, risalente all’incirca al 180 d.C. (p. 75). Mi emozionano queste poche righe perché la mia mente scientifica vede nell’invito a procedere “come su una strada rettilinea” il concetto matematico di procedere per piccoli passi, puntuali, riducendo la complessità curvilinea del percorso nostra vita a piccoli, umili, pazienti movimenti; al contempo, immaginare che ciò che aprirò per me stessa, rimarrà per sempre aperto, mi riporta al concetto dell’unità del tutto: “per sempre” non è per me, ma per tutti e, quindi, se ciascuno apre le sue porte, molto potrà cambiare.
Questo testo condensa in poche pagine, circa un centinaio, la vasta cultura dell’autore e lascia emergere la sua ricerca interiore che lo ha portato da Torino, dove nasce nel 1931 e si forma in composizione, a Milano, dove sarà docente di storia dell’arte e semiotica presso l’International College of Sciences and Arts e all’Istituto Europeo del Design (Dipartimento di Comunicazione). Inoltre, è stato giornalista, autore di diversi testi, critico e studioso di esoterismo. Personalità eclettica farà parte di numerose associazioni culturali e istituzionali (https://realordine.wordpress.com/direttorio/). Pubblicato nel 2008, questo testo è il penultimo, prima della sua morte avvenuta nel 2015, e nel leggerlo sembra raccogliere l’eredità di una vita dedicata alla ricerca. Si concludono queste pagine, infatti, con un progetto “futuristico” di un labirinto ideale (p.109), probabilmente razionalmente poco comprensibile all’uomo comune, se non sulla base di quell’intuizione e storia ancestrale di cui tutti siamo eredi e custodi. Un libro da leggere e rileggere a cuore aperto…
Sinossi
«Vi sono labirinti stellari e labirinti nella psiche dell’uomo. Labirinti nel cuore della materia e labirinti musicali. Labirinti di terra, di pietra, di foglie e labirinti spirituali». Scopo di questo testo è accompagnarci in un viaggio originale, strutturato per immagini e archetipi nell’intima natura dei labirinti, con l’obiettivo di esplorare le risonanze in noi e tra gli elementi del mondo. Ecco dunque apparire la montagna, la torre, la caverna, i “dedali” che portano negli inferi, dove ci aspetta terrore e numinosità. Un testo dove cercare, poche pagine per volta, quelle assonanze che possono aiutarci nel percorso personale e di terapeuti in formazione. Chi è il Minotauro realmente, quale sia il reale destino di Arianna, il senso dello zodiaco come armatura di cui liberarsi, la spirale come elemento condensante e dematerializzante o la scala a chiocciola come struttura rispecchiante il percorso iniziatico, sono alcuni dei cenni che emergono da un’indagine a tutto tondo qui proposta seguendo quel filo rosso che, come dice l’autore, ”è il solo in grado di condurci fino al centro del labirinto, laddove diventa possibile all’illuminazione interiore di risplendere attraverso il simbolo e l’allegoria”.
Testo
“Il labirinto” di Alberto Cesare Ambesi, Edizioni l’età dell’Acquario, Torino, 2008.
Rossella Cerioli Ingegnere ambientale, TNPEE, Psicologa clinica. Specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Istituto ANEB. Lavora con bambini e ragazzi in ambito educativo e riabilitativo.






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