Irriducibile.
La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura.
Federico Faggin
a cura di Dr.ssa Elena Lacchin*
È nell’autobiografia “Silicio” che Federico Faggin racconta nei dettagli l’esperienza trascendente e rivelatrice, genesi di un percorso di ricerca scientifica e spirituale, da cui il suo ultimo lavoro “Irriducibile”. A partire da questo momento catartico, brevemente ripreso nell’introduzione, l’autore accompagna il lettore in un viaggio che termina dove è iniziato: all’essenza della vita come espressione ed esperienza d’amore, suggerendo così anche nella circolarità dell’Uroboro, principio d’eternità. Passando dalle scoperte scientifiche che nel secolo scorso hanno rivoluzionato il modo di osservare ed intendere la vita, dalla fisica classica a quella quantistica, dal materialismo riduzionista alla visione olistica e complessa, con concezione matematica Faggin condensa e chiarisce i principi della teoria fisica a dimostrazione della nostra interiorità e, per estensione, della dimensione spirituale.
La lettura disambigua il confronto di Intelligenza Artificiale, algoritmica, con Intelligenza Umana che non è separabile dalle emozioni, dal coraggio e dalla coscienza.
Centrale è il costrutto di coscienza intesa come quella parte dell’essere umano che consente di percepire e comprendere il significato della realtà fisica, delle emozioni, dei pensieri. Un esperire e conoscere il mondo che ci circonda e il nostro mondo interiore attraverso i qualia.
Ne emerge una visione radicale secondo cui la coscienza, il libero arbitrio e la creatività non sono sottoprodotti del cervello o algoritmi complessi, ma proprietà fondamentali della natura, antecedenti alla materia stessa. Questi elementi costituiscono l’ipotesi del teorema, la cui tesi è l’esistenza della spiritualità, che capovolge l’intera concezione della realtà poiché mette al centro l’interiorità della realtà, totalmente ignorata dal materialismo.
Il postulato, non indagabile da mente umana, è il miracolo della creazione: il vivente è creato vivo, non deve essere “acceso” come una macchina, mai completo si trasforma in continuo divenire e si “spegne” un’unica volta. Il dinamismo del vivente è irriducibile: si può creare vita solo partendo dalla vita. Non siamo in grado di spiegare come è stata originata LUCA (Last Universal Common Ancestor), la prima cellula autoriproducente, dobbiamo assumere come acquisito la presenza del “campo” come sostanza dinamica di cui è costituito tutto ciò che esiste e che ha insite coscienza e libero arbitrio
Faggin propone un quadro concettuale tripartito: lo spazio semantico della coscienza (spazio-C), lo spazio informatico che contiene le forme simboliche create dalle unità di coscienza che comunicano far loro per conoscersi (spazio-I) e lo spazio fisico (spazio-F) che contiene lo spazio-tempo e gli oggetti che consideriamo realtà.
Il modello filosofico CIF unito alla Operational Probabilistic Theory (OPT) formulata dal Prof. Giacomo Mauro D’Ariano – che dimostrava che la fisica quantistica si può far derivare da sei postulati interamente informatici – ha portato a una nuova teoria chiamata Quantum Information-based Panpsychism (QIP), ovvero un panpsichismo basato sull’informazione quantistica, che mostra come le proprietà di uno stato quantistico puro siano simili alle proprietà dei qualia. Si evince che coscienza e libero arbitrio possono essere descritti in modo adeguato con concetti matematici solo utilizzando le proprietà dell’entanglement e che uno stato quantistico puro è l’ente matematico più adatto a rappresentare l’esperienza cosciente.
La fisica quantistica, dunque, descrive le caratteristiche del mondo interiore e la realtà è contemporaneamente ed irriducibilmente interiore semantica ed esteriore simbolica.
La coscienza è un fenomeno quantistico, così come lo stato puro di un sistema quantistico rappresenta lo stato di coscienza del sistema. Lo stato puro di un sistema quantistico è infatti definito, non clonabile, conoscibile solo dal sistema stesso e le stesse caratteristiche definiscono la fenomenologia di un’esperienza interiore: ben definita, privata, non clonabile, impossibile da conoscere se non dal soggetto che la esperisce. «La coscienza è la capacità di conoscere attraverso un’esperienza fatta di qualia, cioè mediante sentimenti e sensazioni che portano con sé il significato di ciò che si conosce. La capacità di conoscere deve precedere la conoscenza che porta ad esistenza ciò che si conosce per la prima volta. Dunque, conoscere è sinonimo di esistere».
Così un ente cosciente è un campo o sistema dotato di qualia, da cui tutto l’esistente emerge; nella QIP le UC sono unità di coscienza distinte tra Toughtform (forma di pensiero), enti quantistici coscienti ma non autocoscienti e Seity che sanno di essere coscienti, dotate di libero arbitrio e d’identità permanente. Una Seity (quantistica) è un campo in uno stato puro che esiste in una realtà molto più vasta del mondo fisico; esiste anche senza un corpo fisico (quantistico e classico) che gli permette di percepire, esperire qualia e trasformare l’esperienza in informazione viva che il corpo converte in informazione classica. In questo modo la Seity conosce sé stessa. UC e Seity sono particolari enti coscienti emergenti da Uno, campo origine al postulato.
È lo stesso Faggin a segnalare il richiamo alla Monadologia di Leibnitz ed il libero arbitrio delle Seity, la loro comunicazione, la capacità di autoriprodursi mediante nuove combinazioni di UC, sono fra le differenze sostanziali che danno una risposta allo scopo e significato dell’universo.
«Uno è tutto in potenza ed in atto, irriducibilmente dinamico ed olistico, che vuole conoscere sé stesso per autorealizzarsi …. Fatti di parti-intero, inseparabili ed in continua evoluzione che da lui emergono e tra loro comunicano per conoscere se stesse, intenzione e scopo comune……» ed ancora «Se coscienza e libero arbitrio sono proprietà fondamentali ed irriducibili della natura, l’evoluzione dell’universo fisico è il risultato di enti cooperativi ed intelligenti che esistono da sempre e che partecipano cooperativamente al suo eterno divenire». Per Faggin la vita è «un’espressione della coscienza» e il conoscere se stesso di Uno è «amore irreprimibile, dinamico e olistico… l’essenza della realtà si è rivelata una sostanza che conosce sé stessa nella sua autoriflessione».
Testo: Federico Faggin, Irriducibile, (2022), Milano: Mondadori
Sinossi. Federico Faggin è il padre del microprocessore e di altre invenzioni che hanno rivoluzionato la tecnologia e il mondo in cui viviamo. Con questo libro stravolge ancora una volta il nostro modo di vedere i computer, la vita e noi stessi. Dopo anni di studi e ricerche avanzate ha concluso che c'è qualcosa di irriducibile nell'essere umano, qualcosa per cui nessuna macchina potrà mai sostituirci completamente. "Per anni ho inutilmente cercato di capire come la coscienza potesse sorgere da segnali elettrici o biochimici, e ho constatato che, invariabilmente, i segnali elettrici possono solo produrre altri segnali elettrici o altre conseguenze fisiche come forza o movimento, ma mai sensazioni e sentimenti, che sono qualitativamente diversi... È la coscienza che capisce la situazione e che fa la differenza tra un robot e un essere umano... In una macchina non c'è nessuna 'pausa di riflessione' tra i simboli e l'azione, perché il significato dei simboli, il dubbio, e il libero arbitrio esistono solo nella coscienza di un sé, ma non in un meccanismo." Il pioniere della rivoluzione informatica arriva così a mettere radicalmente in discussione la teoria che ci descrive come macchine biologiche analoghe ai computer e che tralascia di considerare tutti quegli aspetti che non rispettano i paradigmi meccanicisti e riduzionisti: "Se ci lasciamo convincere da chi ci dice che siamo soltanto il nostro corpo mortale, finiremo col pensare che tutto ciò che esiste abbia origine solo nel mondo fisico. Che senso avrebbero il sapore del vino, il profumo di una rosa e il colore arancione?". Finiremmo col pensare che i computer, e chi li governa, valgano più di noi. Irriducibile è un saggio entusiasmante, capace di tenere assieme rigore scientifico, visionarietà tecnologica e afflato spirituale, che suggerisce una irrinunciabile e inedita fisica del mondo interiore. Cristallino nelle sue parti divulgative (meccanica quantistica, coscienza, teoria dell'informazione…), illuminante nelle nuove connessioni che propone e, infine, esaltante nell'idea che promuove di come essere davvero, profondamente, umani.
*Dr.ssa Elena Lacchin – Psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione Aneb. Precedentemente laureata in Matematica Generale, per 15 anni ha lavorato nel settore IT ricoprendo ruoli manageriali per Multinazionali come IBM, Microsoft e Telecom.





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