Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia
Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli
a cura di Francesca Violi*
Il carteggio originale è un’opera straordinaria che documenta uno dei dialoghi intellettuali più profondi e insoliti del XX secolo. Non è una semplice raccolta di “lettere”, ma una correspondentia feconda che pone le basi per un confronto tra la psicologia del profondo e la fisica quantistica.
Tutto inizia nel 1932 quando Wolfgang Ernst Pauli chiede, su suggerimento del padre Wolfgang Joseph Pauli, a Carl Gustav Jung un appuntamento per valutare la possibilità di intraprendere un’analisi.
Wolfgang Pauli all’età di 32 anni, aveva già prodotto importanti scoperte nel campo della fisica (che gli varranno il Premio Nobel nel 1945), era un esponente della comunità scientifica internazionale ai massimi livelli e insegnava fisica teorica nel prestigioso Politecnico federale di Zurigo. Aveva introdotto nella fisica atomica la nuova grandezza denominata spin, aveva formulato il principio di esclusione che dava finalmente una spiegazione chiara alla tabella di Mendeleev e aveva già postulato l’esistenza di una nuova particella, il neutrino (vista sperimentalmente nel 1956).
Sul piano personale era però un uomo terribilmente inquieto, irritabile, depresso. Inquietudine che venne aggravata da alcuni eventi accaduti pochi anni prima della decisione di intraprendere l’analisi: il suicidio della madre e il fallimento del suo recente matrimonio.
Carl Gustav Jung in quegli anni era affascinato dall’Alchimia e impegnato a decifrarne i testi, nonché a studiare ciò che egli definì, proprio durante gli anni del carteggio, Sincronicità, ovvero quelle coincidenze significative che non possono essere spiegate come causa-effetto, che dal 1915 aveva iniziato a indagare col nome di “principio di nessi acasuali”.
Così Jung descrive il suo primo incontro con Pauli nel gennaio del 1932 «mi accorsi che era pieno zeppo di materiale arcaico e mi dissi: “Ora farò un interessante esperimento al fine di ottenere quel materiale nella sua purezza, senza alcuna influenza da parte mia” (…) così lo mandai da una dottoressa che era allora una principiante (…) per sorvegliare i suoi sogni e lui li scrisse accuratamente». Ebbe inizio l’esperimento e, Pauli, una settimana dopo l’incontro con Jung, il 3 febbraio 1932 contattò Erna Rosenbaum, giovane dottoressa austriaca, allieva di Jung, adatta in quanto donna, principiante e scevra dalla conoscenza dell’alchimia e del materiale archetipico.
Pauli trovò subito grande sollievo nel dare forma scritta ai suoi pensieri e ai suoi sogni, la terapia durò circa due anni, fino al 1934 per poi riprendere dopo otto mesi sotto forma di una correspondentia, composta da 80 lettere, che tra Pauli e Jung durò 25 anni e in cui due mondi, due campi di indagine, la fisica e la psicologia, la mente e la materia, fino ad allora lontanissime intrapresero un dialogo attraverso le loro personalità.
Pauli arriva da Jung con una domanda relazionale, affettiva, di cuore, rivolta al femminile, una ricerca e un confronto con l’Anima, un Complesso dell’Anima dice Jung, e “affetto” dal famoso Effetto Pauli, che altro non è che un fenomeno di sincronicità. Un movimento personale quello di Pauli che diventa un movimento collettivo nella comprensione di chi siamo. Un incontro quello tra Pauli e Jung che diventa un ponte tra mondi.
Nel carteggio troviamo un Pauli che si permette toni e modalità meno rigorose e analitiche, senza perdere la precisione e l’attenzione del punto di vista scientifico. Troviamo uno Jung maturo che concepisce, attraverso l’incontro con Pauli, il concetto di sincronicità, pilastro portante nella teoria junghiana, che trova nella fisica quantistica le basi scientifiche delle sue intuizioni.
Il carteggio si muove a partire dai contenuti onirici trascritti da Pauli, dato che tali contenuti sono popolati essenzialmente da elementi tratti dalla fisica del tempo, citiamo brevemente le scoperte con cui Pauli e quindi anche Jung, entrano in dialogo.
Al tempo della terapia iniziata da Pauli: Einstein aveva dato vita alla teoria della relatività (1915) sulla quale Pauli a 16 anni aveva prodotto un articolo che verrà pubblicato nel 1921; arrivato a Monaco nel 1918, a 18 anni, diventa suo mentore Arnold Sommerfeld che ha dato alla fisica quantistica una delle sue costanti più misteriose (Alfa) la costante di struttura fine 1/137. Nel 1920 incontra Heisenberg, amici-nemici entrambi animati da una passione smodata per la fisica, si scrivevano e confrontavano continuamente pur essendo opposti (potremmo definire infatti Heisenberg un animale diurno e Pauli uno notturno). Nel 1922 Pauli andò a Copenaghen con Niels Bohr, che formulò l’Interpretazione di Copenaghen, con il quale stabilì che a livello atomico non c’è certezza, ma solo probabilità; e definì il concetto di onda-particella (principio di Complementarietà di Bohr). Iniziò a occuparsi dell’Effetto Zeeman e le linee spettrali anomale, studio che lo condusse nel 1925 allo scritto più importante della sua vita, il famoso principio di esclusione e scoprì che i numeri quantici erano 4 invece di 3 (e che il quarto numero quantico avesse valore ½). Nello stesso anno, Heisenberg formulò il principio di indeterminazione di Heisenberg con cui oggi festeggiamo l’anniversario dei 100 anni della Fisica Quantistica. Nacque l’Equazione di Schrodinger. Bohr perfezionò il concetto di complementarietà e Dirac scoprì l’esistenza dell’antimateria e formulò l’equazione appunto di Dirac.
Leggendo le pagine del carteggio, dense e animate dall’amore per la ricerca, nell’incontro tra Jung e Pauli prende vita la costruzione di un ponte nel tentativo di unire o per lo meno porre in dialogo due discipline quali, psicologia e fisica, così lontane fino ad allora, ma che scoprono proprio con l’avvento della fisica quantistica e il tema dell’osservatore, di essere così vicine nell’interrogarsi e nel voler comprendere il rapporto tra materia e coscienza.
Elementi ponte tra psicologia e fisica sono appunto la sincronicità che trova la sua posizione nel diagramma psicofisico Pauli e Jung; il concetto della complementarietà in fisica rapportato alla relazione conscio-inconscio; la legge di probabilità affiancato al concetto di archetipo; il tema della psyche come spazio medium tra l’accertabile e l’inaccertabile; il segreto del numero come ponte tra le due discipline; il tema della simmetria e il rispecchiamento.
Il carteggio è un atto di creazione nel tempo, in cui da un lato ogni osservazione della coscienza su contenuti inconsci comporta un mutamento indeterminabile sull’inconscio e, a ritroso, sulla coscienza, e dall’altro, ogni osservazione è un intervento di portata indeterminabile sul sistema osservato e sul mezzo di osservazione.
Il problema della coniunctio iniziato con la loro correspondentia, come dice Jung stesso in una delle sue lettere, «appartiene però al futuro» e supera le forze di Jung stesso, che sappiamo proprio in quegli anni aver avuto un affaticamento al cuore.
E dallo sforzo nato da quel carteggio, ancora oggi altri psicologi e fisici si incontrano nel tentativo di trovarsi in quell’area tra l’accertabile e l’inaccertabile, in cui si costella l’archetipo. Nel tentativo di trovare quelle finestre all’interno delle proprie monadi attraverso cui comprendere e poter rispondere alla domanda che cos’è la vita e descrivere con maggiore proprietà la relazione tra materia e coscienza.
Per quanto riguarda l’Ecobiopsicologia, possiamo dire che la strada aperta da Pauli e Jung è perseguita con amore e cura da Diego Frigoli che muovendosi proprio su questo ponte e in questo spazio sospeso ha trovato sul suo cammino importanti studiosi e fisici contemporanei, come Ervin Laszlo e Federico Faggin con cui portare avanti gli studi su materia e coscienza.
Testo: Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia (a cura di Sparzani A. con Panepucci A.), (2015), Bergamo: Moretti&Vitali
Sinossi. Il carteggio tra Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung è un dialogo pionieristico tra psiche e materia, nato da un'analisi personale di Pauli, che esplora temi cardine tra le due discipline come sincronicità, archetipi e l'interazione tra osservatore e fenomeno osservato, complementarità di inconscio e conscio, cercando un linguaggio comune per superare la dualità materia-psiche partendo da una visone unitaria di esse, con risultati che influenzarono profondamente la cultura scientifica e filosofica del XX secolo.
* Dr.ssa Francesca Violi – Psicologa, psicoterapeuta ecobiopsicologica. Terapeuta EMDR. Esperta mindfulness. Maestra d’arte e conduttrice di laboratori di scrittura. Autrice di diversi articoli e scrittrice.





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