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Trauma, attaccamento e memoria

CONVEGNO NAZIONALE
DI ECOBIOPSICOLOGIA

Asolo (TV), 09-10 giugno 2018

Trauma, Attaccamento e Memoria: dalle neuroscienze all’immaginario
La visione ecobiopsicologica della mente

 

Le moderne concezioni del trauma e dell’attaccamento a confronto con gli sviluppi più recenti delle neuroscienze hanno comportato un profondo rinnovamento dei modelli di funzionamento psicoterapico, perché nel clima di convergenze che si è andato designando fra questi differenti discipline, si è riconosciuta sempre più l’”emozione” come fattore centrale non solo nell’ambito degli affetti, ma anche nei processi decisionali, con interessanti rimandi anche nella dialettica genetica/epigenetica, nello sviluppo della biologia, dell’etologia e non da ultimo nella stessa visione filosofica dell’uomo. Oggi sappiamo che tutte le esperienze di vita, i traumi interni ed esterni cioè, lasciano segni duraturi dentro la nostra memoria che vengono immagazzinati nel profondo dei circuiti sinaptici, sino a coinvolgere lo stesso DNA attraverso il processo di “consolidamento” della memoria. La psicoterapia moderna, nella sua prospettiva di “apprendimento” e di acquisizione di esperienze alternative alle connessioni dissociate, depositate nella memoria implicita, deve permettere nell’incontro intersoggettivo tra paziente e terapeuta la sperimentazione di nuovi stili di atteggiamenti emotivi destinati a riparare ciò che era vissuto come insopportabile e indicibile sino a renderlo “rappresentabile” in costrutti simbolici accessibili al linguaggio.
In questa prospettiva di apertura psicoterapica occorre che il terapeuta sappia passare in modo sempre più consapevole dall’universo subsimbolico, tanto caro alle neuroscienze, al simbolico non verbale delle immagini sino al simbolico verbale del linguaggio, per ritrovare fra questi differenti livelli dell’esperienza umana, quella “coerenza” informativa, espressione dell’attività archetipica. E’ solo attraverso la conoscenza di questi passaggi che è possibile gettare le basi di una nuova cornice epistemologica, nella quale mente, corpo e natura fanno parte di un unico campo in-formativo descritto dalla fisica quantistica come Campo Akashico; oggi questa esigenza sistemico-complessa è sentita come necessità sempre più pressante dalla scienza in generale, perché le prospettive affascinati che si stanno aprendo sulla base della nuova epistemologia della consilienza ci stanno offrendo un mondo sempre meno “topografico” e sempre più “olografico”. Per poter partecipare a questo rinnovamento culturale, occorre che lo psicoterapeuta moderno sappia sempre più rintracciare nella propria pratica clinica il significato specifico di alcune parole-chiave, fondamentali per poter comprendere il tumultuoso sviluppo della scienza attuale, affinché termini quali proprietà emergenti, non-linearità, contestualizzazione, processo, sistemi aperti, complessità, caos, autoregolamentazione, reti, interconnessioni, campi, elaborazione parallela, consilienza, coerenza, entanglement, informazione, ecc…, trovino la loro cornice applicativa anche nel campo delle relazioni umane. Affinché queste riflessioni non siano confinate ai dibattiti scientifici altri, più o meno accademici, senza molto scalfire la tranquilla pratica della più parte degli psicoterapeuti, ma al contrario divengano uso corrente del “pensare” ecobiopsicologico, la Scuola propone in questo anno e nei successivi un “apprendere tramite l’esperienza” di bioniana memoria. 
Nei prossimi incontri si darà spazio alle riflessioni su come l’universo sub-simbolico del corpo si manifesti in immagini; in che modo queste siano “creazione” del nostro cervello piuttosto che dell’intero corpo; come le immagini sintetizzino in alcuni casi la storicizzazione biografica della nostra soggettività, e in altri casi il tempo infinito degli archetipi; quali sono i differenti livelli in-formativi che spaziano dal corpo, alle immagini, al linguaggio; come nella pratica clinica bisogna intervenire per far si che la parola del terapeuta funzioni in sinergia al sentimento e all’immagine corrispondente; cosa comporta poi, nel campo psicoterapico, la possibilità che la mente del terapeuta, oscillando nella ricerca della concordanza fra le dimensioni dell’infrarosso e dell’ultravioletto, si rifletta nella strategia terapeutica; come la ricerca analogica fra questi livelli permetta alla memoria dichiarativa del terapeuta di indurre nuove acquisizioni alla memoria implicita del paziente; come l’archetipico si dipana nei differenti livelli informativi delle immagini del sogno, del mito e in senso lato dell’immaginario; come queste immagini, rêveries ed analogie vitali diventino strumento di lavoro simbolico nella pratica clinica dei disturbi da somatizzazione, ecc.
Insomma vi è molto lavoro da fare, ma affascinanti prospettive si stanno aprendo attraverso queste riflessioni e molte altre; tocca a tutti noi dare loro una veste sempre più concreta, affinché ogni riflessione che si proponga come innovatoria, soprattutto quando è stata lungamente elaborata, possa integrarsi con il corpus delle idee collaudate, sino a trasformarle in obbedienza alla costante revisione che il “nuovo”, quando è creativo, determina sempre sul passato lasciandolo inevitabilmente sullo sfondo.

Sabato  9/06/2018
09.15 - 09.30 Registrazione dei presenti
09.30 – 11.15 Dalle neuroscienze al campo ecobiopsicologico. Riflessioni sul rapporto: trauma, memoria implicita, consolidamento dei ricordi, rinnovamento della prospettiva psicoterapica
11.15 - 11.30 Intervallo
11.30 – 13.00 L’immaginario, l’immaginale, lo stato di mag: la nascita dell’intuizione
13.00 - 14.30 Pranzo
14.30 - 16.15 La pratica delle immagini nella psicoterapia ecobiopsicologica
16.15 – 16.30 Intervallo
16.30 – 17.30 Il metodo ecobiopsicologico: finalità e vantaggi
17.30 - 18.30 Discussione

Domenica 10/06/2018
09.15 – 09.30  Registrazione dei presenti
09.30 – 10.30 L’arte della “concentrazione” e della “meditazione” ecobiopsicologica per lo sviluppo dell’approccio psicosomatico all’immaginario
10.30 – 11.15 La lenta lettura sognante di una forma “vitale”: l’Uovo
11.15 – 11.30 Intervallo
11.30 – 13.00 Considerazioni sullo “stato di Mag” e la pratica dell’attivazione dell’intuizione.
13.00-14.30 Pranzo
14.30 – 16.00 Dibattito sui temi trattati

Destinatari
Lo stage è riservato ai Docenti e Supervisori della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ANEB, per i quali costituisce “formazione interna” secondo i criteri della certificazione di qualità ISO 9001, e agli Specializzandi. Gli altri Studiosi che desiderino partecipare allo stage devono farne richiesta alla Direzione della Scuola.

Sede dello Stage
Casa S. Dorotea, Via Sottocastello 7, Asolo (TV)

Informazioni
Segreteria organizzativa dello Stage:
tel. 02.36519170 - 333.3707905
email: segreteria@aneb.it