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SIMBOLO

In origine era costituito da un segno di riconoscimento, un oggetto di varia materia usato per denotare il legame di ospitalità fra famiglia e famiglia o tra città e città. L’oggetto veniva spezzato in due metà, il cui accostamento permetteva ai portatori delle singole parti di riconoscersi come membri dell’identico clan. Per allargamento di senso questa funzione unificatrice è stata estesa anche ai fenomeni del pensiero, tanto che possiamo affermare che il simbolismo trasforma la realtà in idea, l’idea in immagine in modo tale che questi rapporti sono fra loro infinitamente attivi.

In seguito il significato del simbolo si è sempre più dilatato al punto da diventare anche il linguaggio che lega la psiche alle sue dimensioni trascendenti. Pertanto il simbolo costituisce il più intenso e insieme il più elementare mezzo per cui una data realtà può esprimersi attraverso un’altra realtà. Secondo Marius Schneider, il “simbolo è una realtà materiale la cui configurazione permette ad una realtà spirituale e dinamica di manifestarsi. (…) Esso non è che un mezzo di esteriorizzazione che permette a una forza non raffigurabile sensibilmente e come nascosta nell’ombra di fare palese la sua attività, così come l’anima umana, ad esempio, può manifestarsi nel corpo e nel linguaggio.” (Marius Schneider, Il significato della musica, Rusconi, Milano, 1979).

Ad esempio, l’albero con le sue radici, il tronco e la chioma, sul piano simbolico rappresenta nelle radici la dipendenza dalle forze oscure dell’inconscio, nel tronco il tema dell’identità dell’attualità del soggetto, nei sui rami più o meno ricchi di fronde e magari di frutti le aspirazioni e le progettualità pertinente ad ogni essere umano. Sul piano delle realtà più trascendenti, l’albero però esprime anche l’albero della vita, l’albero cosmico, l’axis mundi, ovvero quella dimensione di stabilità che lega il mondo della realtà della vita agli aspetti più sottili della trascendenza. Per questo nelle immagini alchemiche il simbolo dell’albero stava ad indicare la possibilità per l’alchimista di ritrovare il rapporto con la natura e attraverso di essa la possibilità di recuperare il tema della propria immortalità.