| Prospettive
della ricerca in ecobiopsicologia
(a cura di Alda Marini)
-
Titolo: "L'albero della
vita in una visione ecobiopsicologica"
- Autrice: Ambra Pittalis*
- Relatore: Raffaele Toson
- Abstract: L’Albero della
vita è un diagramma apparentemente semplice,
ma che rivela una grande ricchezza simbolica secondo
la Cabala, il grande sistema di sapienza esoterica
dell’ebraismo. In questo lavoro individuo
le relazioni tra il simbolismo cabalistico, gli
archetipi junghiani e il corpo umano, secondo
la lettura analogica di infrarosso e ultravioletto
propria dell’Ecobiopsicologia.
- L’albero della vita è
un diagramma astratto e simbolico che rappresenta
e sintetizza la Cabala, nata nell’ebraismo
come spiegazione esoterica del significato della
Torah (l’insieme dei libri della Genesi,
dell’Esodo, dei Numeri, del Levitico e del
Deuteronomio). Essendo stata considerata per gran
parte della sua storia una minaccia all’ortodossia
religiosa ufficiale, la Cabala è sopravvissuta
nella segretezza più assoluta, venendo
tramandata solo oralmente. Solo dal XII secolo
si diffuse più apertamente in Spagna e
poi in Francia. Dal XIV secolo diventerà
uno studio a cui molti si dedicheranno apertamente.
L’Albero della vita è apparentemente
un diagramma semplice, composto da dieci sfere
(Sephirot) e ventidue linee (Sentieri), corrispondenti
inoltre alle ventidue lettere dell’alfabeto
ebraico, ognuna delle quali ha importanza per
la sua forma, il suo significato e il suo valore
numerico. Nell’Albero della vita un ruolo
molto importante viene svolto dalla funzione simbolica
di ognuna delle sue parti prese singolarmente
oppure legate alle altre.
Secondo
la Cabala inoltre il diagramma dell’Albero
della vita origina da archetipi per trasformarsi
pian piano nella realtà visibile di ogni
giorno. Per questa ragione il suo studio avrà
come scopo quello di riavvicinarsi il più
possibile agli archetipi attraverso lo studio
dei simboli, per raggiungere infine la luce infinita
che ha prodotto ogni cosa, l’Ein Soph, che
corrisponde al raggiungimento del Sé in
una visione Junghiana.
Nello schema sono inoltre chiaramente visibili
tre pilastri definiti della misericordia, in cui
l’energia diventa maschile e a cui viene
attribuito l’elemento fuoco, della severità
in cui l’energia diventa femminile e a cui
viene attribuito l’elemento acqua e quello
centrale, della mansuetudine e dell’equilibrio,
“Unificatore degli opposti”, a cui
viene attribuito l’elemento aria o spirito,
anche se nella sua parte bassa contiene la sephira
Malkut, a cui è associato l’elemento
Terra. Questi tre pilastri conferiscono all’Albero
stabilità, durata e solidità e se
il pilastro centrale dovesse essere eliminato
rimarrebbe l’Albero del Bene e del Male,
da cui Adamo raccolse il frutto che portò
la sofferenza e la morte nel genere umano. I cabalisti
spiegano infatti che Adamo ed Eva si fecero ingannare
dal serpente perché il loro rapporto non
era ancora perfetto, non avevano ancora trovato
la via di mezzo, l’equilibrio, dando invece
più importanza alla dualità e alla
separazione. Secondo la tradizione infatti l’umanità,
dopo aver perso lo stato paradisiaco del giardino
dell’Eden, non ha più accesso diretto
all’Albero della vita poiché la via
che conduce ad esso è guardata da una coppia
di cherubini armati di spada fiammeggiante che
rappresentano, essendo uno con il volto femminile
e uno con il volto maschile, le due polarità
fondamentali dell’esistenza, la cui riunificazione
permetterebbe nuovamente l’ingresso all’Eden,
richiamando in questo modo il principio degli
opposti e il processo di individuazione di Jung.
La tradizione
ebraica inoltre vede al di sopra dell’Albero
una luce infinita (En Soph) che si farà
conoscere e nominare solo attraverso le 10 sephirot
partendo da Keter in modo archetipico e avendo
una rappresentazione sempre più concreta
man mano che si avvicina a Malkut, nonostante
la fonte originaria rimanga immutata e immutabile.
Attraverso una visione Ecobiopsicologica si potrà
quindi descrivere l’En Soph come l’archetipo
del Sé, il modello originario delle forme
di cui ogni cosa sensibile è una semplice
copia e a cui si potrà in seguito accedere
solo attraverso il simbolismo.
Secondo la Cabala le dieci sephirot e i ventidue
sentieri formano insieme le trentadue vie attraverso
le quali la divinità scende nell’uomo,
(che può essere visto, ecobiopsicologicamente
parlando, come il Sé archetipico presente
nell’uomo fin dalla nascita) , ma anche
tramite le quali l’uomo a sua volta può
ascendere fino alla divinità (alla conoscenza
del Sé) in un processo di alchimia spirituale,
di maturazione e di crescita interiore ( processo
di individuazione).
In ogni sephira si possono poi trovare tre livelli
o piani che si possono riconoscere in natura e
nelle facoltà umane: FISICO, PSICHICO-MENTALE,
SPIRITUALE e paragonando l’albero al continuum
infrarosso-ultravioletto si potrà vedere
come nella zona infrarossa sarà situata
la sephira Malkuth, che corrisponde alla parte
manifesta del simbolo, alla parte concreta, ai
fenomeni fisici, dove i processi psichici si traducono
in processi somatici funzionali, più o
meno istintuali a secondo del livello della scala
filogenetica in cui ci si situa. Sarà però
proprio nel momento della manifestazione concreta
che bisognerà avere la forza per ricominciare
il percorso in senso inverso, da Malkuth a Kether,
percorrendo una via di realizzazione che ha come
scopo il processo di individuazione e la meditazione
sugli attributi delle singole sfere per arrivare
alla realizzazione del proprio Sé. La via
che porta da Malkuth all’Ein Soph, all’Assoluto,
in ebraico è chiamata “Teshuvah”
e passa per Tipareth, il centro dell’albero,
la prima meta da prefiggersi, che corrisponde
alla CONSAPEVOLEZZA e alla VERBALIZZAZIONE, cominciando
così a porre sotto controllo il quaternario
inferiore, la parte infrarossa, costituito da
Malkuth, Yesod, Hod e Netzach. Paragonando l’albero
della vita al corpo umano si può poi vedere
la divisione in tre triangoli, il primo corrispondente
alla testa, che rivela l’essenza della divinità,
la sua trascendenza; il secondo, rovesciato, corrisponde
al complesso cardio-polmonare e può essere
considerato come un fornello alchemico che permette
a ciò che sta sotto, infrarosso, di trasformarsi
e passare ad un livello differente, ultravioletto,
attraverso la consapevolezza per il raggiungimento
del Sé; il terzo triangolo, sempre rovesciato,
corrisponde al plesso urogenitale, sede dell’essere
psichico e matrice dell’essere spirituale.
Se questo si nutrirà dall’alto, finirà
per portare a termine l’essere spirituale
che ha in gestazione, se invece si nutrirà
dal basso, di piaceri sensorio-affettivi, lascerà
l’uomo dalla dura cervice nell’erranza
che le tenebre psicosomatiche implicano.
Le dieci sephirot sono poi state associate a parti
del corpo e a sistemi corporei secondo lo schema
che segue:
• KETER CORONA cranio/sistema respiratorio/energia
• CHOKHMÀ SAPIENZA emisfero cerebrale
destro/midollo
• BINÀ INTELLIGENZA emisfero cerebrale
sinistro/sangue
• DA’AT CONOSCENZA UNITIVA cervelletto/sistema
nervoso
• CHESED AMORE braccio destro/scheletro
• GHEVURÀ FORZA braccio sinistro/
sistema circolatorio
• TIFERET BELLEZZA torace/sistema muscolare
• NETZACH ETERNITÀ gamba destra/sistema
endocrino
• HOD SPLENDORE gamba sinistra/sistema immunitario
• YESOD FONDAMENTO organi riproduttivi/sistema
riproduttivi
• MALKHUT REGNO bocca (piedi)/sistema digestivo
Bibliografia
essenziale:
De Souzanelle A., Il simbolismo del corpo
umano, Servitium, Bergamo 2005
Frigoli D., Fondamenti di psicoterapia ecobiopsicologica,
Armando, Roma 2007
Ghiandelli G., L’Albero della vita,
Eifis, Cervia 2007
*
Dott.ssa Ambra Pittalis, Psicologa.
Specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia
“Istituto ANEB”. Si occupa prevalentemente
di psicologia evolutiva. Lavora come libero professionista
a Varese.
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Precedenti pubblicazioni:
Il
vaginismo: un'interpretazione ecobiopsicologica
della Dott.ssa A. Remotti
Il
potere negato: contributo ad una visione integrata
del ciclo mestruale della Dott.ssa V. Rossato
Non
chiedermi se esiste Babbo Natale della Dott.ssa
Roberta Cicchelli
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e sogni della Dott.ssa Francesca Violi
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