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Le basi ecobiopsicologiche della mente

CONVEGNO NAZIONALE
DI ECOBIOPSICOLOGIA

Asolo (TV), 27-28 maggio 2017
Casa S. Dorotea, Via Sottocastello, 11 – Asolo (TV)


ARS SINE SCIENTIA NIHIL”

Negli ultimi anni lo sviluppo delle neuroscienze ha individuato che le più precoci fantasie della psiche dell’uomo derivano da impulsi corporei intrecciati con sensazioni ed affetti. Esse esprimono una realtà interna e soggettiva, che per quanto sin dall’inizio legata a una reale esperienza, di fatto riflettono anche un rapporto con la realtà archetipica. I neuroscienziati come Goleman affermano che la mente emozionale e la mente razionale sono interconnesse, e pur se nella nostra cultura viene insegnato ad imparare solo con la mente razionale, come accade attraverso gli studi scolastici, sulla mente emozionale viene insegnato poco o nulla. In realtà l’essenziale è invisibile agli occhi, e per poterne intravedere i contorni e i significati occorre cercare di sviluppare la capacità di “vedere” l’essenziale, che va oltre l’apparenza sensibile, cosa che è permessa solo dall’intelligenza del cuore”. L’”intelligenza del cuore”, secondo il pensiero tradizionale, stava a significare l’atto del meditare, del concepire il paradosso, dell’immaginare ciò che va oltre l’esperienza sensibile, del progettare l’impossibile, tutte esperienze difficilmente descrivibili se non si è capaci di “desiderare ardentemente” ciò che è presente come forza vitale nel nostro cuore. È dal tempio interiore del cuore – centro della nostra identità – che possono scaturire le immagini archetipich che permettono all’umano di porsi faccia a faccia con il sovraumano, dove l’invisibile progetta e costruisce incessantemente, al di là della nostra attenzione, la trama del nostro destino. Ogni immagine, sia che riguardi la natura o scaturisca dalla nostra anima è sempre un riflesso degli archetipi eterni, e anche quando questa intuizione non è immediatamente presente, i simboli e le analogie rese trasparenti all’uomo, ne risvegliano comunque il ricordo e la reminiscenza. È questa la visione ecobiopsicologica dell’uomo e della natura. In questa prospettiva le cose del mondo e il loro riflesso nell’uomo acquistano importanza non tanto per la loro natura misurabile e quantificabile, cioè per il loro essere determinate da cause e circostanze temporali, quanto per le loro qualità essenziali. Queste ultime sono quelle stesse che si possono immaginare come i fili verticali (fili di un ordito), di una tessitura immagine del mondo. Ma sono poi i fili orizzontali (la trama), inseriti in modo alterno dalla spola, a fare di quella tessitura un tessuto uniforme e compatto. I fili verticali sono i contenuti immutabili o le essenze delle cose, mentre i fili orizzontali ne rappresentano la natura “materiale” sottomessa al tempo, allo spazio e ad altre analoghe condizioni. Come leggere questa totalità cosmologica se non attraverso il ritorno all’iniziale ri-cordare della nostra anima, costituito dal riordinare del cuore? Le immagini archetipiche sono sempre costituite da un’“articolazione” di simboli, e quando il pensiero analitico agisce come un bisturi che separa la loro articolazione è ben vero che ne rende possibile una visione più dettagliata, ma contemporaneamente ne disperde l’intima essenza dei loro legami. Occorre che queste immagini, con la loro sostanza sottile, risuonino nella “materia” dell’anima, per risvegliare in essa la totalità del loro significato. Un’osservazione empirica spesso ci dice che le immagini provengono dall’esterno attraverso i sensi: in questo caso esse possono essere considerate come la rappresentazione superficiale di una realtà diretta, senza spessore di profondità, che assorbe tutta la nostra coscienza impedendoci un distacco da essa. Quando però si voglia rintracciare nelle immagini la loro corrispondenza ai prototipi immutabili contenuti nella nostra anima, occorre che gli aspetti reali delle nostre impressioni dirette vengano costantemente “distillati” dalla nostra coscienza, sino a far emergere la forma essenziale della loro struttura, perché così operando, mentre si produce l’azione mentale sulla “materia” dell’immagine, si finisce per costituire la forma personale della nostra stessa anima.
Diego Frigoli

Programma
Sabato 27 maggio
9.15 – 9.30 Presentazione del corso.
9.30 – 10.15 L’immaginazione attiva: riflessioni ecobiopsicologiche.
10.15 – 11.15 L’immaginazione alchemica e il “corpo sottile”.
11.15 – 11.30 Intervallo
11.30 – 12.15 Lo stato di “mag”.
12.15 – 13.00 Gli elementi alchemici della “vera imaginatio”.
13.00 – 14.30 Intervallo pranzo
14.30 – 16.15 Le fasi dell’opera alchemica nella clinica.
16.15 – 16.30 Intervallo
16.30 – 18.00 Esperienze pratiche di analisi dei simboli e i loro rimandi nella psicoterapia.
18.00 – 18.30 Discussione.
Domenica 28 maggio
9.30 - 11.30 I tatuaggi dell’anima: riflessioni sulla teoria e la tecnica ecobiopsicologica a partire da un caso clinico (Antonella Remotti)
11.30 – 11.45 Intervallo
11.45 - 13.00 Discussione e tavola rotonda
13.00 – 14.30 Intervallo pranzo
14.30 - 16.30 Dialogo ecobiopsicologico fra i partecipanti e approfondimento dei contenuti presentati in entrambe le giornate.

Destinatari
Lo stage è riservato ai Docenti e Supervisori della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ANEB, per i quali costituisce “formazione interna” secondo i criteri della certificazione di qualità ISO 9001, e agli Specializzandi. Gli altri Studiosi che desiderino partecipare allo stage devono farne richiesta alla Direzione della Scuola.

Sede dello Stage

Casa S. Dorotea, Via Sottocastello 7, Asolo (TV)

Informazioni

Segreteria organizzativa dello Stage:
Sig.ra Gabriella Corbelli - tel. 0236519170 - 3333707905 - fax 0236519171
email: segreteria@aneb.it