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La volta celeste nell’uomo: il diaframma

articolo del 09 Febbraio 2019 inserito in Emozioni nel corpo.


La volta celeste nell’uomo: il diaframma

a cura di A. Monti*

 

“Il meccanismo della respirazione coinvolge il corpo dalle spalle e dalla clavicola fino al fondo della pelvi. L’inspirazione totale deve cominciare nell’addome e fluire verso l’alto fino alla clavicola. L’espirazione inverte l’onda. L’inspirazione comincia con il diaframma, un grande muscolo a forma di cupola posto sotto le costole inferiori, che divide i polmoni e la cassa toracica dalla cavità addominale. Quando il diaframma si contrae, spinge verso il basso i visceri addominali (stomaco, fegato, intestini), premendoli verso l’esterno per quanto lo consentono i muscoli addominali. Nel contempo, la contrazione del diaframma forza le costole verso l’alto e verso l’esterno. Si espandono da un lato all’altro, dalla parte anteriore a quella posteriore, in alto e in basso, ed ogni costola si volge verso l’alto, come una veneziana. Il movimento delle costole e del diaframma espande i polmoni, che sono elastici. Quando i polmoni vengono espansi, in essi si crea un vuoto in cui  precipita l’aria proveniente dall’esterno.”
Questa descrizione del processo della respirazione di William Schutz mette in evidenza il ruolo centrale che il diaframma ha nell’inalazione e nell’esalazione dell’aria. Molti autori hanno sottolineato l’importanza del diaframma che regola il flusso e deflusso dell’aria, come sottolinea Groddeck “il respiro è legato sia al corpo che all’anima, la gola è la via d’accesso all’interiorità, e il diaframma, che i Greci consideravano la sede dell’anima, regola l’equilibrio della vita psichica”. Dychtwald sostiene che “quando tale regione è aperta e sbloccata, l’energia fluisce liberamente e lo psicosoma gode di buona salute e di piacere. Quando questa regione è tesa e contratta il risultato è una limitazione di sensazioni e sentimenti, del potenziale della respirazione e del flusso energetico. Spesso la gente corazza questa regione come difesa personale contro le sensazioni indesiderate. Tenendo tesi questi muscoli e irrigidendo il diaframma, costoro soffocano temporaneamente le emozioni.” Agendo sul diaframma quindi è possibile, attraverso la respirazione, controllare le emozioni. Perciò come possiamo agire sulle emozioni con il respiro, così ogni emozione influenza il ritmo del respiro.
Dal punto di vista anatomico il diaframma toracico è una robusta membrana muscolare e tendinea a forma di cupola; sta sospeso al centro del nostro tronco e separa, ma al tempo stesso unisce, la  cavità toracica e quella addominale. L’etimologia del termine diaframma ne spiega molto bene la funzione: ‘framma’ deriva da ‘frango’ che in latino significa separo, mentre ‘dia’ è una preposizione del greco antico che indica attraverso, per.
Neumann (1954) descrive il diaframma come una frontiera simbolica tra la natura istintiva umana e i centri superiori legati ad una coscienza superiore. Questa descrizione trova corrispondenza nel pensiero di Frigoli, secondo cui l’uomo è intermediario fra “cielo e terra” e nella propria costituzione esso riflette questa corrispondenza analogica tra “alto” e “basso”. Il corpo dell’uomo infatti può essere diviso in tre piani: il piano sottodiaframmatico che contiene i visceri attribuiti all’elemento Terra, perchè in modo diretto (intestino e vie urinarie) o indiretto (fegato e pancreas), essi scaricano le loro secrezioni alla terra. Fra il piano diaframmatico e la gola, vi saranno i visceri cosiddetti del piano dell’uomo, il cuore e i polmoni, dotati di un moto più ordinato rispetto ai visceri della terra e responsabili di funzioni più elevate come il respiro e la circolazione. Nella testa, rotonda come la volta celeste, risiederà il cervello attribuito al cielo in cui risiede il mondo delle rappresentazioni. Questa trinitarietà analogicamente ci rimanda alle neuroscienze, nello specifico alla recente teoria polivagale di Porges. Definita come “una teoria sul legame corpo-mente”, la teoria Polivagale spiega come avvengono le differenti reazioni fisiologiche dell’essere umano davanti a diverse situazioni, in una dialettica interattiva tra uomo e ambiente.
Porges pone alla base della sua teoria un principio di organizzazione del sistema nervoso autonomo che attribuisce alla filogenetica la creazione di una gerarchia di risposte in reazione agli stimoli ambientali. La teoria prevede tre possibilità di reazione, dalla più recente alla più primitiva. La prima risposta che il sistema nervoso attiva sarebbe, dunque, quella maggiormente complessa ed evoluta, ottenendo un effetto calmante attraverso la riduzione dell’attività simpatica e promuovendo attività di ingaggio sociale e promozione delle relazioni. Nel momento in cui questo meccanismo di difesa non dovesse avere effetto, entrerebbe in gioco una seconda modalità, offerta dal Sistema Nervoso Simpatico, che prevede reazioni di attacco/fuga. L’ultima possibilità è quella data dal nervo vago, filogeneticamente più antico e chiamato dorsovagale, che porta l’organismo a reazioni di immobilizzazione e collasso (comportamenti difensivi ereditati dai rettili ma potenzialmente letali per l’uomo). Il circuito più recente permette di fornire i meccanismi di comunicazione sociale come risposta adattiva alle situazioni attraverso fibre afferenti agli organi sopra-diaframmatici (muscoli del volto, della faringe, dei polmoni, del cuore) ed è determinante per la capacità di esprimere le emozioni con il volto, la voce, la prosodia e il respiro; il circuito più antico, laddove non agisce come risposta alla paura, ha comunque un ruolo decisivo nel mantenere l’omeostasi e il controllo delle funzioni viscerali di base attraverso le fibre afferenti agli organi sotto-diaframmatici: stomaco, intestino tenue, colon e vescica. Vediamo perciò come il diaframma sia una sorta di linea di demarcazione tra la dimensione istintuale legata alle difese più primitive dell’uomo che lo riconducono ai rettili e quella emotiva legata a sistemi di difesa più complessi. Secondo la legge del Tao (ternario cielo-uomo-terra) della medicina tradizionale cinese, la parte superiore del tronco corrisponde al cielo perchè contiene i soli due organi vitali dotati di movimento (il cuore e il polmone), di cui uno, il polmone, è in rapporto con l’esterno, il cielo. La parte inferiore invece, con i suoi organi escretori, corriponde alla terra.
Riassumendo quanto detto sembra che ci troviamo di fronte ad un muscolo a forma di cupola che divide dal punto di vista fisiologico il piano degli istinti dal piano delle emozioni e a livello simbolico il cielo dalla terra, una volta celeste corporea. Se la costruzione dell’architettura del corpo umano risponde alle leggi metafisiche sulle quali è costruito il mondo, ne deriverà che l’uomo potrà essere inteso come un microcosmo che riflette in sè le leggi del macrocosmo: possiamo quindi considerare la cupola diaframmatica come mediatore degli scambi e delle interazioni costanti tra l’archetipo del Cielo e della Terra?

Bibliografia
S.W. Porges; La teoria polivagale; Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione, Giovanni Fioriti Editore, 2011
J. Chevalier; A. Gheerbrant; Dizionario dei simboli, BUR Rizzoli; 2014
D. Frigoli; Il linguaggio dell’anima, Edizioni Magi; 2016
J.Lavier; Storia dottrina e pratica dell’agopuntura cinese, Edizioni Mediterranee, 1966
S. Gioia; "La paura come materia sottile al centro della vita, Una possibile lettura del rapporto tra Cuore e Reni", articolo a cura di, Istituto Aneb, 2018
K. Dychtwald; Psicosoma, Astrolabio, 1978
G. Groddek; Il linguaggio dell’Es, Gli Adelphi, 1966

* Dott.ssa A. Monti, psicologa, psicoterapeuta